Centrale idroelettrica da 1 MW sul torrente Salzana

Per una descrizione approfondita del progetto visita la pagina ISSUU dedicata.

La val Taleggio è una valle bergamasca che si diparte a occidente della val Brembana, in corrispondenza del borgo di San Giovanni Bianco, e si estende sino alla provincia di Lecco lungo il corso del torrente Enna. Questo, tra Taleggio e San Giovanni Bianco, forma la forra chiamata Orrido di val Taleggio. Provenendo dalla val Brembana e costeggiando l’orrido lungo la strada provinciale 25, si giunge all’imbocco della valle della Madonna, da cui discende il torrente Salzana. Seguitando a percorrere la strada in direzione del borgo di Sottochiesa, poco dopo la confluenza tra i torrenti Salzana ed Enna, in corrispondenza del sedime di una vecchia cava dismessa, sorge la centrale del nuovo impianto idroelettrico di Taleggio. Il progetto per la centrale idroelettrica di Taleggio, interamente seguito nella fase di progettazione ed esecuzione da Sinergo, sfrutta un salto di quota di 273 metri – da 861 a 588 m sul medio mare – percorso dalle acque del torrente Salzana. Queste sono convogliate su condotta forzata tramite un’opera di presa realizzata a nord di Pizzino, e restituite al corso del Salzana poco a valle della centrale idroelettrica vera e propria. Poiché l’impianto garantisce una potenza elettrica di poco inferiore al megawatt, è classificato formalmente come ‘mini’. Tuttavia, a uno sguardo che voglia approfondire gli aspetti ingegneristici e costruttivi dell’intervento, tale definizione non sembrerà render merito all’impegno progettuale e costruttivo profuso. Infatti, il salto di quota sfruttato è realizzato tramite una condotta forzata in acciaio che si sviluppa su un percorso prevalentemente interrato di ben 2700 metri, il cui tratto finale è ammorsato al versante che sovrasta la centrale. Inoltre, l’imponenza dell’intervento è tutta descritta dai 5 metri di diametro e i 40 di profondità del pozzo verticale che, scavato nella roccia, collega l’edificio della centrale alla grotta artificiale che accoglie le turbine. Questa presenta una volta alta 12 metri, cui è collegata una galleria ipogea per lo scarico delle acque che ha richiesto la perforazione della montagna per 40 metri. Oltre alla costruzione della centrale idroelettrica e della condotta forzata, delle opere di presa e di rilascio delle acque, Sinergo si è occupata dell’iter autorizzativo per la connessione dell’impianto alla rete di distribuzione nazionale dell’energia – con opere realizzate su uno sviluppo lineare complessivo di ben cinque chilometri.