Polo scolastico a Bologna

Sinergo ha affiancato lo studio Giuliano Fanti architetti nello sviluppo ingegneristico della proposta di concorso. Il progetto ha ricevuto il 3° premio su 136 proposte.

La concezione architettonica del nuovo complesso scolastico Carracci è fortemente legata alla natura urbana e orografica del sito. L’edificio si manifesta come un’architettura della città inserita in un paesaggio collinare: un’organizzazione volumetrica semplice a fronte di un contesto complesso, costituito da molteplici relazioni tra elementi che, a diverse scale, concorrono alla narrazione di questo luogo.
Per questo il nuovo volume si ‘staglia’ diventando punto di riferimento visivo, sia da via Felice Battaglia che da via di Ravone, ma allo stesso tempo l’andamento scosceso del terreno su cui si adagia lo rende punto di osservazione privilegiato dall’interno verso il paesaggio circostante.
L’idea progettuale si traduce, grazie a questa duplice natura, nell’incrocio di due assi che disegnano gli spazi comuni della nuova scuola: l’asse urbano nord-sud, che attraversa l’edificio per uscire verso lo spazio esterno di pertinenza; l’asse paesaggistico est-ovest, che collega visivamente via di Ravone e il giardino Dotti antistanti con la collina a monte.
Lungo il primo asse, la compattezza del costruito e il portico di accesso scavato nel volume realizzano, attraverso una sequenza di avvicinamento, uno spazio dove l’ambito scolastico diventa civico, luogo di relazioni, di scambio e arricchimento per gli alunni, ma anche per la comunità locale durante l’orario extra-scolastico.
Il secondo asse é quello dell’osservazione, in cui la sequenza ascendente agorà-atrio-corte-collina corre lungo il profilo del terreno aprendo scorci verso la natura circostante e verso il cielo.

Alla base della concezione strutturale dell’edificio vi è la scelta di affidare a elementi distinti uno specifico compito nel computo della sicurezza globale (statica e sismica) dell’edificio.
L’assorbimento dei carichi statici gravitazionali viene affidato ad una maglia regolare di pilastri costruita su multipli del modulo base di 1,20 m (la scelta di affidare la resistenza alle azioni sismiche orizzontali ai setti in calcestruzzo armato permette di aumentare la snellezza di questi elementi puntuali, a favore di un’economicità di costruzione). Tali elementi verticali assumono di fatto un ruolo che viene definito ‘secondario’ in quanto non contribuiscono alla resistenza all’azione sismica ma semplicemente resistenti agli sforzi verticali.
La resistenza alle azioni sismiche orizzontali viene invece affidata ai setti in calcestruzzo armato, la cui disposizione è stata accuratamente studiata per evitare eccentricità rilevanti fra i centri di massa e centri di rigidezza dei vari impalcati e, quindi, limitare eventuali effetti torsionali, nel rispetto delle esigenze funzionali e formali.

Le tecnologie impiegate per raggiungere questo obiettivo prevedono l’utilizzo di fonti rinnovabili per la riduzione dei fabbisogni di energia primaria, attraverso un sistema impiantistico che risponda ai migliori standard qualitativi ed energetici della tecnologia allo stato odierno.
Il fabbisogno termico degli ambienti sarà soddisfatto da un impianto radiante a soffitto, che offrendo una superficie riscaldante molto ampia, permette la circolazione di acqua calda a bassa temperatura.

Il progetto si prefigura l’ottenimento di valori di trasmittanza dell’involucro, rendimenti globali medi stagionali, valori sui consumi energetici annui per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria in grado di raggiungere il livello NZEB.