Sistema delle piazze di Sant'Agostino

Il terremoto che nel 2012 ha interessato l’Emilia ha colpito gravemente il territorio santagostinese. Fra i molti danni recati al patrimonio edilizio, Sant’Agostino ha subìto anche una perdita di portata simbolica: durante il sisma infatti è stato danneggiato il municipio che spartiva in due la piazza cittadina. I danni provocati hanno reso necessario un ripensamento, da parte della comunità e dell’amministrazione comunale, dell’organizzazione spaziale e sociale del territorio. In seguito alla inevitabile demolizione dell’edificio, questa riflessione ha portato alla ridefinizione del sistema delle piazze cittadine. Sinergo, in seguito a una gara vinta nel 2017, ha ricevuto l’incarico per il progetto definitivo, esecutivo e la direzione lavori di questo intervento di riqualificazione.

La suggestione sviluppata dall’amministrazione nel progetto preliminare e recepita in fase definitiva-esecutiva da Sinergo prevede l’ideale estensione di corso Roma come asse principale di collegamento dei sistemi di mobilità leggera. Da tale scelta derivano le geometrie che definiscono gli ambiti della piazza. Il prolungamento della giacitura del corso crea infatti una diagonale ortogonale al sedime della chiesa parrocchiale, rompendo con la geometria rettangolare definita dagli edifici. Il disegno generale utilizza la promenade diagonale per il riassetto degli spazi definiti dai fronti edilizi, e nello stesso tempo introduce un’articolazione e un uso differenziato degli ambiti del progetto:
1. il sagrato della chiesa – quest’àmbito diviene parte del disegno dello spazio urbano grazie all’uso di una pavimentazione in porfido che è estesa oltre la strada statale che lo separa della piazza vera e propria;
2. la piazza salotto – l’idea di una collettività raccolta in un ambiente protetto – in una sorta di salotto urbano – è realizzata perimetrando la grande figura trapezoidale disegnata dall’asse diagonale di via Roma con una linea di alberi ad alto fusto. Essi fungono anche da filtro tra lo spazio pubblico e gli edifici. All’interno della figura la pavimentazione è stesa come un grande tappeto, con lo scopo di evocare la sensazione di un “salotto della collettività”;
3. la piazza coperta – la memoria del municipio demolito è mantenuta viva attraverso la realizzazione di una struttura a padiglione con un’impronta a terra di 430 m2. La grande copertura ricalca le dimensioni dell’antico edificio, trasformando il ricordo doloroso del sisma in un’occasione di riparo fisico e simbolico;
4. il giardino urbano – la scelta di enfatizzare l’ambito centrale come salotto urbano per la cittadinanza è rafforzata per contrasto dall’accostamento di un’area piantumata, anch’essa trapezoidale, che definisce un “volume verde”. Questa porzione di piazza è pensata come un bosco urbano dove si alternano alberi ad alto fusto e arbusti più bassi. Esso rappresenta uno spazio distinto dal grande vuoto centrale – uno spazio intimo, raccolto, in cui le persone possano sostare per leggere il giornale, mangiare un gelato, chiacchierare. La varietà di specie arboree qui introdotta genera ambienti di dimensioni di volta in volta differenti. La sosta è favorita anche dalla formazione di isole in cui sono liberamente posizionati panche e corpi illuminanti.